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Isis Valdarno: i laboratori aprono la scuola al territorio per rafforzare le competenze dei giovani nel mondo del lavoro.

Un finanziamento di 650 mila euro di cui la metà già assegnati all’Istituto Isis Valdarno per allestire nelle scuole laboratori specializzati in moda e turismo. E’ quanto stanziato dal Miur a favore di un percorso – che prenderà avvio il prossimo anno scolastico – diretto a formare professionalità in settori Made in Italy a forte vocazione territoriale.

Si chiamano laboratori territoriali per l’occupabilità: sono spazi altamente tecnologici, promossi da partenariati tra scuole e attori del territorio, dove gli istituti tecnici e professionali potranno fare alternanza, lotta alla dispersione, coinvolgere i cosiddetti “Neet”, giovani che non studiano e non lavorano. L’obiettivo è aiutare i ragazzi a sviluppare competenze e avvicinarsi concretamente al mondo del lavoro attraverso la pratica, per migliorare, con percorsi professionalizzanti, le proprie condizioni di occupabilità.

“Il nostro istituto è molto orgoglioso del risultato ottenuto – afferma Lorenzo Pierazzi, Dirigente Scolastico dell’Isis Valdarno capofila del progetto – frutto di una rete di collaborazioni tra istituzioni scolastiche, enti locali, associazioni di categoria, a partire da CNA, e soggetti privati. Entriamo ora nella fase esecutiva: l’obiettivo è un polo formativo d’eccellenza, unico nel suo genere in Valdarno, per superare la frattura tra mondo scolastico e mondo del lavoro. La formazione si svilupperà in laboratori dedicati alla pelletteria ed all’abbigliamento e alla promozione del patrimonio artistico e paesaggistico. Allestiremo un “Museo virtuale” attraverso il supporto di tecnologie innovative (droni, software, grafica 3D, fab-lab) per valorizzare la ricchezza artistica, culturale e paesaggistica del territorio ma anche le produzioni artigianali legate alla storia economica del Valdarno. Nei laboratori della moda gli studenti apprenderanno le tecniche di lavorazione dai maestri artigiani integrate con strumenti innovativi per rispondere alle attuali esigenze del mercato”.

“Ci abbiamo creduto subito perché siamo i primi testimoni del divario tra scuola ed impresa e perché investire sui giovani significa fornire all’economia del territorio energie immediatamente spendibili e creare occupazione – così commenta l’adesione convinta al progetto Franca Binazzi, Presidente CNA Arezzo ed imprenditrice valdarnese del settore moda – il mondo dell’impresa ha fame di figure professionali specializzate ma manca la formazione legata alle esigenze del territorio: come associazione che rappresenta l’artigianato e la piccola e media impresa, è nostro compito lavorare per superare il gap e mettere a disposizione esperienze e competenze per la formazione dei giovani e lo sviluppo dell’autoimprenditorialità. Con tanti colleghi artigiani abbiamo fornito indicazioni in fase progettuale, continueremo ad investire nelle attività di laboratorio perchè scuola significa ‘imparare facendo’ e gli spazi scolastici di lavoro possono divenire un vero e proprio training center per preparare le professionalità di domani”.