Valeri CNA Arezzo: aumenti fino al 20% per alcune materie prime e preventivi validi solo poche ore. Serve monitoraggio dei prezzi e revisione dei prezziari regionali per tutelare le imprese
Complici le tensioni internazionali acuite negli ultimi giorni, ed in generale in un quadro di forte incertezza, tornano a salire i costi dei materiali da costruzione: anche sul territorio aretino cresce la preoccupazione tra le imprese del settore.
A preoccupare sono soprattutto i rincari su alcune materie prime e prodotti fondamentali per il comparto edilizio: fino al +20% per il ferro e tra il +18% e il +20% per conglomerato bituminoso e membrane.
Su acciaio, tubazioni e raccordi in Pvc, inoltre, molti fornitori accettano ordini con riserva di aggiornamento dei prezzi e chiedono conferme dei preventivi nel giro di 24 ore.
Un quadro che si aggiunge ai rincari già registrati nei mesi scorsi, a partire dal calcestruzzo e dai carburanti, con un impatto diretto sui costi di gestione dei cantieri.
«Anche sul nostro territorio le imprese stanno vivendo con grande apprensione questa nuova fase di instabilità – afferma Lucio Valeri, Presidente CNA Costruzioni Arezzo – Dopo anni segnati da aumenti, difficoltà di approvvigionamento e margini sempre più ridotti, ci troviamo di fronte all’ennesima impennata dei costi che rischia di ricadere interamente sulle piccole imprese e sulle realtà artigiane del settore. Il vero problema è l’imprevedibilità perché quando i preventivi durano poche ore, oppure gli ordini vengono accettati con riserva con cambiamenti di costi improvvisi, diventa quasi impossibile programmare il lavoro, rispettare i tempi dei cantieri e mantenere un equilibrio economico sostenibile. In queste condizioni, ad essere penalizzate sono soprattutto le imprese più piccole, che hanno meno strumenti per assorbire gli shock».
CNA Arezzo chiede l’attivazione urgente di strumenti di monitoraggio sull’andamento dei prezzi e l’applicazione di misure che consentano la revisione dei corrispettivi nei contratti, in modo da tutelare le imprese dalle variazioni improvvise dei costi.
«Non si può chiedere alle aziende di continuare a lavorare in un contesto così incerto senza alcuna protezione – prosegue Lucio Valeri – Serve un intervento rapido delle istituzioni, a tutti i livelli, per dare stabilità al mercato e salvaguardare un settore strategico per l’economia locale. Senza misure adeguate, il rischio concreto è quello di rallentare i cantieri, frenare gli investimenti e mettere ulteriormente sotto pressione la tenuta delle imprese. È evidente la difficoltà di gestire commesse pubbliche già affidate o in corso di affidamento attenendosi ai prezzi oramai già datati dei prezziari regionali e che senz’altro dovranno essere rapidamente rivisti».
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