Il 7 aprile entra in vigore la “Legge annuale sulle piccole e medie imprese”. CNA e Confartigianato Toscane chiedono alla Regione una piena ed immediata applicazione delle nuove disposizioni.

Con una lettera indirizzata al Presidente Eugenio Giani e all’Assessore allo Sviluppo Economico Leonardo Marras, le due confederazioni, maggiormente rappresentative delle imprese artigiane della Toscana, chiedono un rapido adeguamento della normativa regionale alla Legge 11 marzo 2024 n.34.

All’interno del testo normativo recentemente approvato, vi è in particolare l’articolo 16 che disciplina l’utilizzo dei riferimenti all’artigianato e all’artigianalità nella denominazione, nella promozione e nella commercializzazione dei prodotti e dei servizi.

La norma prevede disposizioni volte a rafforzare la correttezza dell’uso della qualifica artigiana inserendo anche sanzioni amministrative importanti, pari, cioè all’1% del fatturato per ogni violazione. Si tratta, dunque di uno strumento importante di tutela e protezione del valore economico e reputazionale delle imprese artigiane, contrastando in modo deciso anche le pratiche di concorrenza sleale.

Sempre nell’articolo 16 si demanda alle regioni l’adeguamento della propria legislazione, CNA Toscana e Confartigianato Imprese Toscana, chiedono che questo sia fatto quanto prima ritenendo la disposizione “uno strumento importante di tutela delle imprese artigiane – scrivono nella lettera – proteggendo il loro valore economico e reputazionale e contrastando pratiche di concorrenza sleale”.

Considerando l’importanza della norma CNA e Confartigianato chiedono un adeguamento avviato con “tempestività e in via autonoma” non subordinandolo a “eventuali percorsi di revisione della legge quadro sull’artigianato di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443, al fine di garantire una piena ed immediata applicazione delle nuove disposizioni”.