Mascagni, CNA Arezzo: “Caro energia e caro credito si sommano e comprimono i bilanci di artigiani e PMI”

Alla pompa come allo sportello bancario vale la stessa regola: i costi salgono in fretta e scendono con lentezza. E a subirne le conseguenze sono sempre le piccole imprese.

Lo evidenzia Fabio Mascagni, presidente CNA Arezzo, commentando i dati nazionali su carburanti e accesso al credito. Carburanti, aumenti sopra il prezzo del petrolio: da fine febbraio a oggi il Brent è passato da 70,75 a 76,56 dollari al barile, +8,2%. Nello stesso periodo i prezzi alla pompa sono cresciuti molto di più. La benzina self è salita da 1,670 a 1,855 euro al litro, +11,1% pari a 18,5 centesimi. Il gasolio self da 1,720 a 1,941 euro al litro, +12,8% pari a 22,1 centesimi.

Un aggravio che si traduce subito in spesa: su un pieno da 50 litri sono 9,25 euro in più per la benzina e 11,05 euro per il gasolio. Per un’impresa che consuma 1000 litri, il maggior costo è di 185 euro per la benzina e 221 euro per il gasolio.

“Il dato conferma una criticità ormai strutturale – dichiara Fabio Mascagni – le tensioni dei mercati energetici vengono scaricate subito su famiglie e imprese, mentre le riduzioni arrivano tardi e a metà. Il gasolio poi non è solo mobilità privata. È il carburante di trasporti, edilizia, agroalimentare, manutenzioni e logistica. Ogni aumento viaggia lungo le filiere e si trasforma in nuovi costi per imprese già alle prese con margini risicati”.

Ed il credito? Più è piccolo, più costa. A pesare sui bilanci c’è anche il costo del denaro. Per gli investimenti il TAEG medio nazionale è al 3,96%, ma con forti differenze in base all’importo: 3,58% per i finanziamenti sopra 1 milione di euro, 6,08% per quelli fino a 50mila euro. La situazione è ancora più pesante per la liquidità. Il TAEG medio è al 4,95%, ma sale all’8,73% per i prestiti fino a 50mila euro, contro il 3,54% per quelli sopra 1 milione.

“Per una piccola impresa 30, 40 o 50mila euro significano comprare un macchinario, digitalizzare, assumere, pagare fornitori o affrontare un momento difficile – sottolinea Mascagni – Se il piccolo credito costa il doppio di quello grande, stiamo parlando di una selezione che penalizza proprio le imprese più radicate nei territori. Il rischio è che gli investimenti vengano rinviati e che la liquidità diventi insostenibile”.

Per invertire la tendenza CNA chiede interventi concreti: “Servono garanzie pubbliche più efficaci, un ruolo pieno dei Confidi, criteri di valutazione che guardino alla storia e alla qualità dell’impresa e non solo al rating, procedure più semplici e tempi più rapidi. Senza un canale del credito più equilibrato, il calo dei tassi non arriverà mai all’economia reale” conclude Mascagni.

RASSEGNA STAMPA

La Nazione

Corriere Arezzo

Arezzo Notizie

Arezzo24

Saturno Notizie