Da oggi la parola “artigianale” non è più un’etichetta da usare con leggerezza – o con finalità esclusivamente di marketing. Entra infatti in vigore la norma introdotta dalla Legge annuale per le PMI che disciplina in modo stringente l’utilizzo del riferimento all’artigianato nella comunicazione di prodotti e servizi.
Un cambiamento atteso, che segna un punto fermo: il termine “artigianale” potrà essere utilizzato esclusivamente dalle imprese iscritte all’albo delle imprese artigiane.
La disposizione riguarda tutti gli ambiti della comunicazione aziendale – dalla denominazione dell’impresa all’insegna, dal marchio alla promozione di prodotti e servizi – e introduce un principio chiaro: non è sufficiente richiamare uno stile “artigianale”, ma è necessario che l’impresa realizzi direttamente beni o servizi qualificabili come tali.
La norma si estende inoltre a consorzi e società consortili non iscritti nella sezione separata dell’albo, contribuendo ad eliminare ogni possibile zona grigia.
Si tratta di una misura fortemente sostenuta da CNA, che da tempo chiedeva una regolamentazione più chiara per contrastare gli usi impropri del termine e tutelare le imprese autenticamente artigiane.
Il provvedimento introduce anche un sistema sanzionatorio particolarmente incisivo: chi utilizza impropriamente il termine “artigianale” rischia una sanzione pari all’1% del fatturato, con un minimo di 25.000 euro per ogni violazione.
In concreto, questo significa che dietro la definizione “artigianale” dovranno esserci lavorazioni reali: un laboratorio per il gelato, mani esperte per un tavolo, un sarto per un abito, processi autentici per una pizza. I prodotti dovranno distinguersi per qualità e lavorazione, non per slogan.
“È un passaggio fondamentale per tutelare le imprese che operano realmente nel settore artigiano e per restituire valore a una parola che rappresenta competenze, lavoro e identità del territorio”, dichiara il Presidente CNA Arezzo Fabio Mascagni.
“Questa norma rafforza la trasparenza del mercato e la fiducia dei consumatori, offrendo maggiori garanzie nelle scelte di acquisto e contrastando forme di concorrenza sleale”, aggiunge Edi Anasetti Direttrice CNA Arezzo.
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