Ancora negativa la diagnosi della congiuntura economica della micro e piccola impresa in Toscana, ma i dati di Arezzo sono incoraggianti
Segnali incoraggianti per il manifatturiero aretino con Trend, il progetto che analizza i dati contabili delle micro e piccole imprese (fino a 10 addetti) della regione, campionate da ISTAT con una copertura settoriale completa per manifatturiero, costruzioni e servizi.
Sul fronte dei settori, il 2016 registra il migliore andamento del sistema manifatturiero e una particolare vitalità del fatturato del contoterzi legato al comparto, ovvero di quelle imprese che rappresentano l’anima dei nostri distretti, in particolare del sistema moda; restano invece le difficoltà di molti comparti dei servizi e delle costruzioni, specie dell’edilizia, mentre impiantistica e installazioni presentano una situazione migliore.
I dati territoriali fanno emergere diverse ‘Toscane’ in cui alle differenze di settore si affiancano quelle territoriali, legate alle specializzazioni produttive locali.
Sul fronte dei ricavi i risultati migliori sono ad Arezzo (+ 0,8%) e Prato (+ 1,7%) quest’ultima per la performance del tessile-abbigliamento, i peggiori a Massa-Carrara (-3%), Grosseto e Lucca (-2,5% e -2,2%). Arezzo presenta indicatori positivi in settori manifatturieri (e tradizionalmente connotativi dell’economia locale) come il sistema-moda e l’oreficeria.
L’orientamento congiunturale sembra orientato a un lieve miglioramento nel corso del 2017, che dovrebbe consentire di ancorare il giro d’affari delle piccole imprese della regione attorno al “sostanziale pareggio”.
Se a livello toscano il quadro resta debole, gli indicatori aretini confermano il valore della manifattura di qualità, il nostro miglior ‘ambasciatore’ nel mondo al quale ora più che mai occorrono investimenti e forme di sostegno finanziario, compresi strumenti alternativi al circuito bancario.
Alla luce della fotografia degli altri comparti, un’inversione di tendenza verrebbe dallo sblocco delle opere pubbliche cantierabili o comunque finanziate. La realizzazione di opere pubbliche, oltre a supplire almeno in parte al gap infrastrutturale, favorirebbe lo sviluppo di opportunità per le aziende e la competitività del territorio toscano. E su questo fronte sono in arrivo notizie positive per le piccole imprese dal correttivo al Codice degli appalti varato dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento atteso per rendere più trasparente, semplice e accessibile alle piccole imprese il mercato degli appalti pubblici.
Nel correttivo sarebbero accolte alcune proposte migliorative come l’allungamento da 5 a 10 anni dell’arco di tempo di riferimento per la qualificazione Soa; la possibilità di derogare all’appalto integrato per i progetti definitivi già approvati alla data in vigore del nuovo Codice, consentendo così di mettere in gara molti progetti bloccati; l’allargamento degli inviti alle imprese nelle procedure negoziate senza bando; il miglioramento dell’individuazione dei parametri per il rating di impresa.
Altre novità faciliterebbero l’accesso delle piccole imprese ai contratti pubblici: il rafforzamento degli strumenti anti-turbativa; lo sconto del 50 per cento sulle garanzie per le piccole imprese e per i consorzi di pmi; l’introduzione della riserva del 50 per cento nella partecipazione alle procedure negoziate in favore delle imprese di prossimità.
Il correttivo sembra, purtroppo, non proporre soluzioni al cruciale tema del subappalto, la cui gestione è lasciata alla totale discrezionalità delle stazioni appaltanti, e sembra addirittura peggiorare i termini e le condizioni di pagamento.





