In: COMUNICATI, IN PRIMO PIANO

Il Presidente della Camera di Commercio Massimo Guasconi e il Segretario Generale Giuseppe Salvini hanno visitato gli stand delle aziende orafe aretine che partecipano a VOJ, presenziando anche alla cerimonia di inaugurazione ufficiale della manifestazione vicentina.

Una presenza, quella aretina, a The Jewellery Boutique Show particolarmente significativa con oltre 230 aziende presenti su un totale di 1.500 espositori provenienti da 120 nazioni, distribuiti su 55.000 metri quadri di spazio espositivo.

Il primo appuntamento per il 2020 del calendario internazionale del settore della gioielleria assume anche un particolare valore per il distretto orafo aretino, visto che può essere considerato il primo momento di verifica dell’accordo di partenariato strategico siglato lo scorso novembre tra IEG ed i soci di Arezzo Fiere.

Un accordo che, stante la forte presenza all’evento delle imprese provenienti dalla nostra provincia, peraltro come accade ormai da molti anni, evidenzia come esista già, accanto a quella dei poli fieristici, una forte integrazione tra i due distretti di Arezzo e Vicenza in un rapporto di sinergia che può contribuire ad una ulteriore crescita qualitativa e dimensionale della produzione orafa italiana.

Guasconi e Salvini nel corso della visita hanno voluto manifestare la vicinanza e l’attenzione della Camera di Commercio agli imprenditori aretini impegnati per sei giorni nella promozione delle proprie produzioni, che ormai sono delle vere e proprie collezioni di alta moda grazie al livello di fashion design e a quello di innovazione raggiunto nelle tecniche di lavorazione.

Per questo motivo i gioielli aretini stanno riscuotendo particolare attenzione da parte dei numerosissimi buyer presenti, giunti da oltre 130 paesi stranieri. Un interesse che fa ben sperare per il futuro del settore pur nell’incognita causata dal forte rialzo del prezzo del metallo che può condizionare ordinativi e piani di produzione delle aziende. Comunque rispetto ai quasi 1.590 dollari l’oncia raggiunti la scorsa settimana al fixing di Londra in coincidenza con il momento più critico del confronto USA-Iran (il valore massimo raggiunto da aprile 2013), il costo dell’oro sta posizionandosi sotto quota 1.550 dollari, ancora lontano rispetto a quello medio del 2019 che è stato di 1.392,60 dollari per oncia.

Arezzo comunque si conferma come il distretto più importante del settore con 1.202 aziende attive e con 7.964 addetti (141 in più rispetto ad un anno fa) contro le 745 imprese attive (e 5.126 addetti) presenti nel distretto di Alessandria e le 538 aziende (con 4.362 addetti) operanti a Vicenza.

Un primato che il distretto orafo aretino conquista a livello nazionale anche nell’export grazie al contributo determinante della componente dei metalli preziosi mentre, se limitiamo il confronto solo al settore della gioielleria, nel terzo trimestre 2019 con una quota pari al 31,4% delle vendite italiane all’estero Valenza precede Arezzo che fa segnare un 29,8% mentre Vicenza si posiziona al terzo posto con il 19,3%.

Nel terzo trimestre 2019 (ultimo dato disponibile) Arezzo, grazie proprio al peso determinante di oro e metalli preziosi ha già raggiunto il valore complessivo dell’export dell’intero 2018. La performance dei metalli preziosi (i cosiddetti “lingotti”) è stata veramente rilevante: si tratta della voce più importante dell’export provinciale con 2, 963 miliardi di euro (su un totale di 6,5 miliardi), in forte crescita rispetto allo stesso periodo del 2018 (+84,4%). Rispetto agli altri distretti competitor il divario è particolarmente rilevante: Vicenza ha un export di metalli preziosi pari a 172 milioni, Alessandria di 218 milioni. E’ Brescia con 1.190 milioni di euro la seconda provincia italiana dopo Arezzo nella classifica dell’export di metalli preziosi.

Le vendite all’estero di gioielleria ed oreficeria, settore che costituisce la seconda voce dell’export aretino, si sono attestate nel parziale d’anno ad un valore di circa 1,541 miliardi di euro con un aumento pari a +11,9% rispetto ai primi nove mesi del 2018. Il confronto con gli altri due distretti nazionali conferma comunque la maggiore vitalità del polo di Arezzo. Vicenza infatti è cresciuta del 5,3%, mentre Alessandria si ferma al 7%. A livello nazionale il comparto della gioielleria chiude i primi nove mesi dell’anno con un incremento delle vendite all’estero del 10,3%.

Analizzando i principali mercati di riferimento dell’export orafo aretino, al primo posto si confermano ancora gli Emirati Arabi Uniti che, con un valore di circa 415 milioni di euro, crescono del 14,3% rispetto ai primi 9 mesi del 2018, Hong Kong al secondo posto con 234 milioni di euro fa segnare un +10,7%, mentre al terzo posto si posiziona la Turchia con 141 milioni ed una crescita del 15,5%. Per Vicenza i primi tre mercati di riferimento sono gli Stati Uniti, gli Emirati Arabi Uniti ed Hong Kong mentre per quanto concerne Alessandria sono Svizzera e Francia, seguiti dagli Stati Uniti i mercati di sbocco più importanti.

Come più volte evidenziato comunque, sia per i metalli preziosi che per l’oreficeria, è il prezzo dell’oro che costituisce una variabile tutt’altro che trascurabile. Nei periodi presi in esame sono cresciute le incertezze delle prospettive economiche mondiali, soprattutto per la debolezza del commercio internazionale, per le tensioni legate all’adozione di politiche protezionistiche e per l’elevata conflittualità internazionale. Incertezza che ha incrementato la domanda di oro come bene rifugio. I risultati dell’export del comparto orafo vanno quindi depurati dall’aumento del prezzo del metallo, il che ridimensiona in maniera significativa le performance di crescita, pur confermando l’andamento positivo dei settori.